Chi è Edward Bach?
E’ lo scopritore dei rimedi floreali.
Nacque il 24 settembre 1886 in Galles. Nel 1912 si laureò in Medicina presso l’Università di Birmingham. Fino al 1928 si dedicò allo studio della batteriologia integrata con l’omeopatia.
Nel 1929 si trasferì in Galles e “…come un vecchio erborista sentì, provando e riprovando, che alcune piante avevano delle stupende virtù terapeutiche sullo stato d'animo umano…”.
“…Un giorno mi sentivo in ansia per via del futuro, stavo riposando quando mi arrivò questo messaggio. Un messaggio che non è soltanto per me, ma per tutti coloro che lottano in favore del benessere. L’ho scritto così come mi è venuto e vicino a me ho notato un arbusto di Gorse (Ginestrone) in piena fioritura e ho pensato: -Che bello!-, non l’avevo notato prima e in quel momento ho pensato a un meraviglioso paesaggio di enormi praterie ricoperte di questi fiammeggianti arbusti. Mi sono alzato e sono andato direttamente verso una donna che conoscevo e le ho chiesto: -Qual è secondo lei il paesaggio più bello del mondo? Ha mai visto qualcosa che le abbia fatto pensare che Dio esiste?-Senza dubitare un attimo mi ha risposto:-Si, le montagne ricoperte di erica (Heather)-…”.
Da quel momento in poi si dedicò alla ricerca di metodi meno aggressivi e più naturali di guarigione sostituendo i batteri con piante e fiori.
I rimedi dovevano essere:
La scoperta dei rimedi floreali è essenzialmente frutto di ispirazioni, intuito e sviluppo sensoriale. “… nessun metodo scientifico può essere così preciso come gli strumenti che il Creatore ha messo a disposizione dell’essere umano: i sensi e l’intuito…”. A volte sceglie di ingerire un petalo del fiore e subito sente ciò che l’essenza può aiutare a risolvere nell’individuo. “…durante i giorni precedenti alla scoperta di ogni rimedio, egli stesso si trovava nello stato d’animo per il quale era utile quel particolare rimedio. E soffriva con una tale intensità che le persone che gli stavano vicino si chiedevano se fosse possibile che un essere umano soffrisse così tanto e tuttavia riuscisse a conservare il senno. E non solo soffriva di terribili agonie mentali, ma spesso accadeva anche che molti aspetti d’animo venissero accompagnati da malattie nelle loro forme più gravi. Queste esperienze richiedevano un coraggio e una fede poco comuni, perché anche se Bach sapeva che scoprendo il rimedio indicato il malessere fisico e mentale sarebbe scomparso completamente, c’erano tra trovare diciannove rimedi e una grandissima sofferenza da sopportare per ciascuno di loro”.(Nora Weeks, La vita e le scoperte di Edward Bach. Nora Weeks è stata segretaria personale e diretta collaboratrice di E. Bach. E’ da ritenersi la sua erede morale e la continuatrice della sua opera fino alla morte avvenuta nel 1978).
Fino al 1934 Bach ha catalogato 19 rimedi. I primi dodici sono fiori tipologici e corrispondono ad un tipo specifico di personalità che acquisiamo alla nascita. A questa personalità è associato un aspetto negativo, il difetto o l’ostacolo da superare, ed un aspetto positivo, la lezione da imparare o qualità o virtù da sviluppare.
| I fiori tipologici | Difetto da superare | Virtù da sviluppare |
| Agrimony (Agrimonia) Centaury (Centaurea) Chicory (Cicoria) Cerato (Cerato) Clematis (Clematide) Gentian (Genziana) Impatients (Balsamina) Mimulus (Mimulo) Rock Rose (Eliantemo) Scleranthus (Fiorsecco) Vervain (Verbena) Water Violet (Violetta d’acqua) |
ansia/tormento debolezza restrizione ignoranza indifferenza dubbio impazienza timore terrore indecisione fanatismo pena |
pace fermezza amore saggezza bontà comprensione indulgenza compassione coraggio stabilità tolleranza allegria |
A questi primi dodici fiori, Bach aggiunse i “sette aiutanti” e le “ ultime 19 essenze”.
I sette aiutanti (Gorse, Ginestrone; Oak,Quercia; Heather, Erica; Rock Wather, Acqua di roccia; Wild Oat, Avena selvatica; Olive, Ulivo; Vine, Vite) corrispondono agli stati acuti o cronici che sono il risultato della interazione negativa delle dodici tipologie iniziali con alcune circostanze della vita (es. in circostanze particolarmente avverse ogni tipologia può arrivare ad uno stato Gorse, cioè di rinuncia, o anche Olive, cioè esaurimento).
Le ultime 19 essenze (Cherry Plum, Susino; Elm, Olmo; Pine, Pino silvestre; Larch, Larice; Willow, Salice giallo; Aspen, Pioppo; Hornbeam, Carpino bianco; Sweet Chestnut, Castagno; Beech, Faggio; Crab Apple, Melo selvatico; Walnut, Noce; Chestnut Bud, Gemma di ippocastano; White Chestnut, Ippocastano; Red Chestnut, Ippocastano rosso; Holly, Agrifoglio; Wild Rose, Rosa selvatica; Honeysuckle, Caprifoglio; Star of Bethlehem, Stella di Betlemme; Mustard, Senape) rappresentano il nostro particolare modo di reagire, la nostra risposta di fronte alla vita o alle condizioni che pensiamo che la vita ci abbia imposto.
Bach afferma che in questa vita siamo venuti ad imparare una o due lezioni al massimo. Per questo motivo ci rivestiamo di una personalità primitiva o Fiore tipologico, che contiene anche il difetto, l’ostacolo o l’interferenza da superare. Questo ha lo scopo di rafforzarci nella nostra determinazione e fermezza. Per Edward Bach la malattia non è casuale, ma ha il compito di segnalare alla personalità ed ai piani superiori (Anima/Sé Superiore) che qualcosa non funziona. Si trasgrediscono determinate norme e questo ci danneggia globalmente perché quando la nostra personalità si ribella alle indicazioni del Sé Superiore, mette a rischio la ragione della nostra esistenza cioè l’apprendimento delle qualità o virtù che dobbiamo sviluppare. La malattia non è dunque materiale all’origine (“… è il risultato di pensieri ed azioni errate…”) e non può essere intesa come punizione ma come strumento di apprendimento: “…una volta imparata la lezione del dolore, della sofferenza e della disgrazia, la malattia non ha più uno scopo e scompare...”.
Assumere il fiore tipologico ci aiuta ad adempiere al nostro compito in questa vita, mentre gli altri fiori ci aiutano ad affrontare e superare i cambiamenti sfavorevoli che derivano dalla interazione della personalità con l’ambiente.
“I Fiori di Bach agiscono dunque a tutti i livelli: mentale, emozionale, fisico e spirituale. E inoltre lo fanno in genere contemporaneamente”(Orozco R.).
Edward Bach morì, felice, il 27 novembre 1936 considerando conclusa la sua missione su questa terra.
Come agiscono i Fiori?
Il loro meccanismo d’azione è di tipo vibrazionale, cioè energetico. Possiamo considerare l’essere umano come un organismo multidimensionale costituito da sistemi fisici-cellulari che interagiscono con campi di energie complesse che fungono da regolatori e servono da collegamento con il cosmo.
La Medicina vibrazionale tenta di curare le malattie manipolando questi campi energetici, mediante l’apporto di alte dosi di energia sottile.
Nell’Anima Umana/Essere Superiore sarebbero racchiuse e codificate, in forma di potenziali energetici, le 38 qualità corrispondenti agli aspetti positivi dei fiori di Bach. Quando sorge il conflitto tra il messaggio dell’Anima/Sé Superiore e la personalità, si produce una distorsione energetica in una o più delle 38 frequenze vibratorie. L’essenza floreale vibra alla stessa frequenza energetica armonica della corrispondente qualità dell’Anima umana, per cui, assumendola, essa rinforza la suddetta qualità e restituisce l’armonia (Orozco R.).
“…Non è necessaria alcuna conoscenza né alcuna scienza, oltre al metodo semplice qui descritto…libero dalla scienza, libero dalle teorie, perché tutto nella natura è semplice…” (E. Bach).
Come si preparano?
Ogni fiore possiede una sua caratteristica individuale ed una conseguente frequenza di energia sottile con il corrispondente campo vibrazionale. La preparazione delle essenze è un processo armonico nel quale intervengono quattro elementi: terra ed aria per maturare la pianta, sole o fuoco per liberare dalla pianta l’anima vegetale, l’acqua come sostanza veicolante l’energia ottenuta (solvente universale per eccellenza).
Bach descrisse due metodi di preparazione delle essenze : il metodo della solarizzazione ed il metodo della bollitura. Elemento indispensabile, in generale, è sempre l’atteggiamento rispettoso nei confronti del regno vegetale affinché la natura , mediante i suoi fiori, possa donare il massimo della sua energia curativa. I fiori e le piante vengono selezionate in località isolate, incontaminate ed in prossimità di sorgenti naturali. Le raccomandazioni di Bach sono rimaste invariate fino ai nostri giorni.
Attraverso il metodo della solarizzazione, i fiori, dopo la raccolta che deve avvenire al momento stabilito e secondo precise modalità, vengono deposti in un contenitore d’acqua pura ed esposti al sole per 2-6 ore. Successivamente l’acqua viene filtrata e mescolata con una uguale quantità di cognac per ottenere la tintura madre.
Attraverso il metodo della bollitura, i fiori ed i gambi, vengono posti in un contenitore di acqua pura e sottoposti a bollitura per 30 minuti. Successivamente, essi vengono filtrati e mescolati con cognac ottenendo la tintura madre. Dalla Tintura si ottiene il flaconcino stock (quello che si trova in commercio), aggiungendo 2 o 3 gocce di tintura madre a 30 ml di cognac. Il flaconcino stock si utilizza successivamente per le preparazioni individuali.
Perché utilizzare i fiori di Bach?
-Assenza di Controindicazioni: possono essere utilizzati in qualunque età (anche i neonati) e condizioni, fisiologiche(gravidanza) e patologiche, nonché in animali e piante.
-Assenza di Effetti collaterali o secondari. Sicurezza. In nessun caso i rimedi floreali producono effetti collaterali e secondari, poiché agiscono attraverso meccanismi vibrazionali.
-Compatibilità con qualunque cura allopatica o omeopatica.
-Azione sulla causa reale della malattia (la disarmonia) e su tutti i livelli.
Possono avere effetti su disturbi fisici (es. allergie/intolleranze, eczemi, dolori di varia natura, emicranie, rigidità muscolari ed articolari, disturbi intestinali, genito-urinari, epatici, obesità, etc.), mentali, emozionali, spirituali (accelerazione, ansia/angoscia, autocommiserazione, scarsa autostima, critica, depressione, egocentrismo, indecisione/dispersione, insicurezza, paura, perfezionismo, intolleranza, durezza, solitudine, stanchezza, stati di shock fisico, emozionale, energetico, mentale, etc.).
Come assumere i fiori?
-Direttamente dal flaconcino stock: 2 gocce per volta;
-Dalla prescrizione: 4 gocce 4-6 volte al dì, direttamente in bocca (è importante che la pipetta del flaconcino non tocchi la lingua, perché la presenza di saliva è causa di interferenza) o diluite in acqua o in qualunque altro liquido.
Come si conservano?
Il cognac (oppure il brandy e la grappa) è il conservante più efficace (deriva dalla vite cui sono correlati numerosi aspetti simbolici, ed è invecchiato in botti di rovere che fa parte anch’esso dei rimedi floreali). Può essere sostituito (alcolisti, epilettici) da aceto di mele o glicerina vegetale.
Teoricamente è buona norma conservare le essenze lontano da campi magnetici (elettrodomestici, computer, forni a microonde, etc.).
“…Non poniamoci in una modalità Gentian (scoraggiamento di fronte alle difficoltà). Molte essenze hanno viaggiato in aereo, subito controlli ed altre offese, oltre a tutto ciò che si aggiunge nelle nostre case, eppure …funzionano! E anche molto bene!...” (R. Orozco).
Esiste una scadenza?
La scadenza è praticamente illimitata. Quella riportata sui flaconcini risponde essenzialmente alle normative vigenti.